

“Non dubitare che un piccolo gruppo di riflessivi e impegnati cittadini possano cambiare il mondo. Infatti, è l’unica cosa che è sempre avvenuta.”
Margaret Mead
Il termine peer è stato coniato centinaia di anni fa in Gran Bretagna, per indicare i membri di uno dei cinque livelli di nobiltà
(duca, barone, marchese, conte e visconte).

Il “Peer learning” è una forma di apprendimento cooperativo che migliora il valore dell’interazione utente-utente e offre risultati vantaggiosi nell’apprendimento.
L’apprendimento “Peer-to-peer” incoraggia gli utenti a condividere con gli altri le proprie conoscenze ed esperienze.

La “Peer Education” pone l’accento sul feedback reciproco che motiva i partecipanti ad abbandonare concezioni sbagliate e a ricercare soluzioni migliori (Bertinato, 1994).
La relazione “empatica”, stabilita, permette di vedere la propria immagine come in uno specchio, in cui l’uno e l’altro si percepiscono reciprocamente e dialogano su lunghezze d’onda non percepibili da altre orecchie. (Gelli, 1999).

Secondo J. Piaget (1970), le interazioni tra pari, che avvengono durante l’apprendimento, costituiscono un utile strumento per dare l’avvio ai processi di ricostruzione intellettiva nel bambino.
Se il bambino diventa consapevole di questa contraddizione. il senso di turbamento e di disequilibrio lo porterà a mettere in dubbio le sue credenze e a cercarne di nuove, mettendo in atto un processo di ricostruzione intellettuale.
Tale processo è stimolato dall’interazione tra pari e, in un secondo momento, si svolge ad opera dell’individuo nella manipolazione simbolica del mondo. Pertanto, le idee rimangono il prodotto dei processi di ragionamento interni del singolo ragazzo.
I bambini solitamente sono più intimiditi dalla comunicazione adulto-bambino, che non da uno scambio comunicativo informale fra di loro.
Secondo Piaget, le interazioni tra pari favoriscono lo sviluppo, dal momento che pongono il bambino in diversi conflitti cognitivi significativi. Il conflitto cognitivo crea un senso di contraddizione tra quello che il bambino crede e ciò che l’esperienza gli propone.
Così, secondo Piaget, i bambini dalle interazioni tra pari ottengono benefici sociali, quali lo sviluppo delle abilità comunicative, un senso più acuto delle prospettive degli altri, e benefici cognitivi, quali il bisogno di riesaminare la realtà delle proprie cognizioni e di considerare la guida di un altro in questo processo (Damon, 1984).

Secondo Vygotsky i bambini apprendono, interiorizzando i processi del pensiero che sono impliciti nelle loro interazioni, e, tramite queste, introducono nuovi pattern cognitivi.
Il bambino interiorizza le procedure comunicative che esperisce interagendo con i pari.
Vengono elaborate strategie per risolvere problemi cognitivi e la comunicazione tra pari, che incrementa il ragionamento deduttivo
e combinatorio. Tali capacità sono necessarie per lo sviluppo del pensiero scientifico.
Queste capacità di ragionamento si sviluppano nella comunicazione tra pari, in cui nuove soluzioni vengono generate collaborativamente e vengono discusse, provate e corrette.
I pari, che collaborano tra loro, assumono ruoli complementari che vengono interiorizzati dai bambini nel corso della comunicazione, aumentando il potere delle capacità di problem solving dei bambini stessi .

L’attività tutoriale fra pari consente ai bambini di acquisire informazioni e di sviluppare strategie cognitive, perfezionate tramite un processo di condivisione di pensieri, grazie all’assunzione di impegni reciproci e alla negoziazione di compromessi.
I pari si approcciano tra loro come simili ed elaborano concetti nuovi attraverso la validazione di strategie intellettuali; imparano uno dall'altro in uno sforzo collaborativo; condividono le idee, giungono a compromessi e rimangono aperti a nuovi insights generati dal dialogo tra pari in un'atmosfera di reciproco rispetto.
Infatti, tra loro non si instaura una relazione autoritaria, come tra adulto e bambini.
il cooperative learning consiste in un dare e avere attivo di idee, piuttosto che in un apprendimento passivo. I partecipanti scoprono soluzioni e creano conoscenza insieme; un processo di apprendimento fortemente motivato che aiuta i bambini a esplorare nuove possibilità.
Inoltre, Sullivan collega la collaborazione tra pari allo sviluppo dell'empatia e al senso di giustizia (Johnson, Johnson, 1983).
Peer education, peer tutoring, peer modeling, peer counseling, peer monitoring and peer assessment sono forme distinte di uno stesso approccio educativo, il "cooperative learning", e aventi lo stesso scopo finale: costituirsi come nuovo approccio educativo.
(Topping, 1998).

Secondo Allen (1976), il tutoring tra ragazzi di età differente potrebbe dimostrarsi un ottimo mezzo per facilitare lo scambio e la crescita sociale tra membri di una stessa scuola. L’amicizia con un ragazzo più grande rafforza l’autostima del tutee.

Cooperative learning:
è considerato un metodo a “mediazione sociale”.
Le risorse sono costituite dagli studenti che, condividendo responsabilità e impegno, sviluppano e migliorano le relazioni sociali in funzione anche di un livello migliore di apprendimento.
L’insegnante, invece di assumere il ruolo di depositario e trasmettitore di conoscenze, assume il ruolo di facilitatore, organizzatore e guida dell’apprendimento, creando le condizioni di un apprendistato cognitivo.
In un contesto educativo, il successo del cooperative learning dipende da un certo numero di fattori importanti, non ultimo dei quali è la struttura dentro cui i processi di gruppo avvengono e il modo in cui questi vengono gestiti.
Il ruolo del tutor, come facilitatore e organizzatore, è cruciale nel formare i gruppi, nello strutturare le attività, nel supportare il lavoro del gruppo attraverso l'osservazione e il feedback, nella valutazione del successo o del fallimento dei processi di gruppo.
Il Cooperative learning è, per sua natura, più complesso dell'apprendimento competitivo o individualistico, perché gli studenti devono contemporaneamente occuparsi del lavoro sul compito e del lavoro di gruppo.
I membri del gruppo devono saper sostenere efficacemente un ruolo di guida, prendere decisioni, creare un clima di fiducia, comunicare, gestire i conflitti ed essere motivati ad usare le abilità richieste.
Il risultato è, innanzitutto, lo sviluppo e il potenziamento delle abilità cognitive e la loro applicazione dalle situazioni artificiose del contesto di classe, a quelle più autentiche della vita reale.
Inoltre gli studenti imparano ad apprezzare il valore della responsabilità individuale, della collaborazione, dell’aiuto, dell’accettazione del diverso da sé, del contributo dell’altro, della conoscenza come sforzo condiviso, elementi questi che sono alla base delle cosiddette "comunità d'apprendimento".
(Comoglio, 2001).
Per quanto l'educazione tra pari sia un modello di prevenzione e intervento relativamente recente e innovativo, bisogna considerare che sono già stati messi a punto diversi modelli operativi, che implicano indicazioni applicative e pratiche diverse.
Infatti, secondo i diversi approcci teorici, si possono trovare progetti di educazione, interventi di empowered peer education, di educazione tra pari per la promozione delle life skills & , di educazione tra pari e animazione sociale, di peer counseling, peer tutoring, peer collaboration, ecc.


l peer tutoring risulta maggiormente indicato per la trasmissione di informazioni e per insegnare capacità particolari; la peer collaboration per facilitare la scoperta intellettuale e l'acquisizione di conoscenze di base.
Nel peer tutoring, un bambino ha il ruolo di "esperto" e gli altri di discepoli; ovviamente il tutor deve essere attentamente preparato e supervisionato (Damon, 1984; Delquadri et al., 1983; DePaul et al., 1989; Hartup, 1983).

La stragrande maggioranza dei progetti attivati sul territorio hanno come obiettivo la formazione degli peer educators su alcuni contenuti e informazioni che - in un secondo momento - dovranno trasmettere ai loro coetanei.
Si tratta di una sorta di "addestramento", dove prevale la strategia educativa, che trasforma i peer educators in esperti competenti
(Pellai et al., 2002).
In conclusione, l'educazione tra pari:
• Stimola il raggiungimento di nuove soluzioni;
• Stimola lo sviluppo di processi sociali, quali la partecipazione e l'argomentazione;
• Stimola lo sviluppo di processi cognitivi, quali la verifica e la critica;
• Sviluppa l'apprendimento e il pensiero creativi;
• Genera idee e soluzioni nel rispetto dell'altro.
In altri modelli operativi (empowered peer education, peer education per la promozione delle life skills, peer counseling) le strategie di animazione sociale hanno il sopravvento e l'obiettivo concerne lo sviluppo di metacompetenze e abilità, che risultano cruciali per costruire relazioni educative efficaci all'interno dei propri gruppi di appartenenza.
Le strategie per favorire il successo del peer learning sono:
Gruppi Buzz
Gruppi Affini
Gruppi di soluzione e gruppi critici
Insegnare-Scrivere-Discutere

Immagine http://www.orlandodeldon.ch
Un ampio gruppo di utenti viene suddiviso in piccoli gruppi di 4-5 studenti per affrontare le questioni relative ad un problema. Dopo circa 20 minuti di discussione, un membro di ciascun sottogruppo presenta le conclusioni all’intero gruppo.

Immagine http://www.orlandodeldon.ch
A gruppi di 4-5 studenti vengono assegnati dei compiti specifici per lavorare al di fuori del tempo di apprendimento formale.
Durante il successivo incontro formale con l’insegnante/tutor, il sottogruppo, o il gruppo rappresentativo, presenta le conclusioni all’intero gruppo tutoriale.
Ad un sottogruppo viene assegnato un argomento di discussione per un tutorial e gli altri gruppi costituiscono “i critici” che osservano, commentano e valutano la presentazione del sottogruppo.
termine di una unità didattica, gli studenti devono rispondere a brevi domande e giustificare le loro risposte. Dopo aver lavorato individualmente sulle domande, gli studenti confrontano le loro risposte con quelle degli altri. Attraverso una discussione plenaria in classe viene, quindi, esaminata la serie di risposte che sembrano giustificabili e che abbiano una certa validità.
Le caratteristiche sono:
Diffusione delle informazioni tramite reti sociali formali e informali
Processo comunicativo a due direzioni (o più)
Ogni partecipante può essere insegnante e studente
Comunità guidata
Un forum continuo o uno solo scambio
Il peer-to-peer learning è efficace quando i “pari”:
Capiscono gli obiettivi, i problemi e le pressioni delle loro professioni;
Sono credibili, imparziali e usano fonti attendibili per le informazioni;
Hanno specifiche conoscenze settoriali;
Parlano lo stesso linguaggio e si aiutano;
Reciprocamente per raccogliere le informazioni critiche di cui hanno bisogno per prendere una decisione;
Sono facili da contattare quando devono essere prese importanti decisioni.

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