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Ἑπτὰ ἐπὶ Θήβας, Heptà epì Thếbas
O dei Cadmèi signore ottimo, Etèocle, dal campo io giungo, e a te reco sicure notizie di laggiú: ché vidi io stesso. Sette guerrieri, impetuosi duci, sgozzato un toro dentro un negro ferreo scudo, e le man tuffando entro nel sangue, per la Strage, per Marte, pel sanguineo Terror, la rocca dei Cadmèi giurarono che diroccata avrebbero, spogliata la città con la forza; o che, trafitti, questa terra di sangue intriderebbero. E ciascuno appendea, versando lagrime, d'Adrasto al cocchio, per i suoi parenti, per la magione sua, pegni d'affetto. Né lagno uscia dai labbri. Pensier' ferrei spiravan l'alme, di valore ardevano, come leoni che negli occhi han guerra.
Né tempo andrà che avrai di ciò contezza: io li lasciai che gittavan le sorti, a quale porta la sua schiera ognuno dovesse addurre. E tu, subito eleggi i migliori di Tebe, e delle porte ponili ai varchi: ché le schiere Argive, chiuse ne l'armi, avanzan già, di polvere si sollevano nembi; e di sue gocciole candida spuma la pianura spruzza dal pulmon dei cavalli. Or, come saggio nocchiero, tu provvedi ad ogni falla, pria che di Marte la procella infurî: ché mugghia il flutto del terrestre esercito. Quanto puoi prima, a ciò ripara. Ed io con diurna pupilla a te del resto sarò fida vedetta. E tu, sapendo ciò ch'oprano i nemici, illeso andrai.
| Guerrieri di Polinice | Guerrieri di Eteocle | |
|---|---|---|
| Prima porta | Tideo | Melanippo |
| Seconda porta | Capaneo | Polifonte |
| Terza porta | Eteoclo | Megareo |
| Quarta porta | Ippomedonte | Iperbio |
| Quinta porta | Partenopeo | Attore |
| Sesta porta | Anfiarao | Lastene |
| Settima porta | Polinice | Eteocle |
Rinvenute il 16 agosto 1972 nei pressi di Riace Marina, sono considerate tra i capolavori scultorei più significativi dell'arte greca
Viene deciso dal nuovo re di Tebe che Eteocle sarà sepolto, mentre il fratello Polinice sarà gettato fuori dalle mura.
Eran fratelli! E pel dissidio infesto e per la furia dissennata, giunsero, nell'urto ultimo, a termine funesto. Or tregua ebbe la lite. Commiste nella polvere, di sangue intrisa, vedi ambe le vite. Or consanguinee son! Disciolse il nodo de le liti fra lor l'ospite Càlibo temprato al fuoco, in questo amaro modo: le sciolse il ferro. Con amare mani Marte partiva i beni: i voti d'Èdipo non volle, il tristo, che cadesser vani.