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Cieco Nato

Exultet 2 di Pisa

L'immagine è scandita dagli spazi tra i personaggi e la loro gestualità

Gli apostoli interrogano Gesù sulla natura del male che affligge l'uomo (Gv9,1). Il dialogo è indicato dal gesto della mano e l'identificazione con i discepoli è dovuta alla caratteristica rappresentazione di Pietro con capelli e barba bianchi.

La reciprocità del rapporto tra Gesù e il cieco è segnato dalle mani: Gesù tocca gli occhi (Gv 9,6). A questo gesto risponde in maniera speculare l'uomo.

La scena della guarigione è narrata sdoppiando il personaggio dell'uomo che compie lo stesso gesto di Gesù verso la fonte. In questo modo viene dato il senso cronologico dell'azione, ma anche il senso dell'affidamento a Gesù nella riproduzione del suo gesto

Come per l'episodio dell'incontro con la Samaritana, la fonte è ribaltata in modo che l'osservatore possa vedere l'acqua contenuta in un cerchio simbolo di pienezza.

Per narrare il susseguersi della scena il miniatore sceglie ancora di rappresentre l'uomo, ormai vedente, ancora due volte poichè sono due le testimonianze che compie davanti ai Giudei, in questo caso rappresentati dall'uomo vestito di verde con un gesto eloquente del dito ad indicare e accusare.

Il volto e i gesti dell'uomo guarito vanno verso Gesù che è la risposta all'interrogatorio dei Giudei, ma anche l'interlocutore della fine del brano (Gv 9,35-37)

Gv 9,1-5

Gv 9,6-7a

Gv 9,7b

Gv 9,8-12

Gv 9,13-23

Gv 9,24-33

Gv 9,35-38

Gv 9,39-41

Cieco Nato

By Monastero di Bose

Cieco Nato

Gv 4,5-42 - Exultet 2 di Pisa

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