PRIMA GUERRA MONDIALE GUERRA DI TRINCEA
Per guerra di trincea si intende un tipo di guerra di posizione nella quale la linea del fronte consiste
in una serie di trincee parallele.
Questo genere di combattimento venne adottato per la prima volta durante la guerra di Crimea nel 1854.
Il suo maggior impiego fu nei combattimenti della Prima guerra mondiale sopratutto nella battaglia di Verdun (febbraio-dicembre 1916) in Francia contrapposti i Francesi contro i Tedeschi con un totale di 500 mila soldati morti.
foto di Verdun

La controffensiva fu condotta dall'esercito anglo-francese nella battaglia della Somme nel tentativo di sfondare le linee tedesche. Il successo fu molto limitato da parte degli alleati; l'esercito tedesco dovette arretrare di pochi km con un altissimo numero di perdite. Fu una delle più violente e sanguinose battaglie di tutto il fronte occidentale. Furono impiegati in entrambi i fronti anche i gas tossici “gas al cloro” e “gas mostarda”. Con questi gas gli uomini avevano bruciore al petto e allo stomaco, diventavano viola e provocavano la cecità. I soldati vennero poi forniti di maschere antigas ma con scarso risultato.
soldati Britannici dotati di una maschera antigas

La trincea è un fossato scavato nel terreno con lo scopo di offrire riparo dal fuoco nemico. Erano profonde e larghe 2 metri, contenevano depositi di munizioni e rifornimenti per i soldati che si trovavano all'interno. Spesso erano scavate a zigzag Davanti alle trincee i soldati posizionavano delle fitte barriere di filo spinato, i reticolati, per rendere difficoltoso l'assalto delle truppe nemiche. Lo spazio che divideva i soldati dalle trincee nemiche si chiamava “terra di nessuno”. I parapetti della trincea potevano essere elevati con sacchi di terra o ghiaia e rinforzati con lamiere di metallo; c'erano delle feritoie per l'osservazione e il tiro.
Una trincea italiana dotata di feritoie
Gli uomini in questi fossati rimanevano per un lungo periodo esposti a intemperie, e in condizioni igieniche disastrose. Dovevano stare a lungo senza far nulla, ma sempre con l'ansia di un assalto.
Le trincee erano infestate dai ratti, pidocchi e da pulci. Questa situazione era uguale in entrambi i fronti.
La vera dispensatrice di morte era l'artiglieria che causava circa il 70% dei feriti o morti.
L'assalto era il peggior momento della guerra: tutti i soldati sapevano che molti di loro sarebbero stati uccisi dai nemici.
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La prima guerra mondiale è stata una delle guerre più violente che si possa mai ricordare. Dall'inzio della guerra 24.05.1915 (in Italia) si creò il fronte Italo-Austriaco lungo 600 km che si estendeva dal Monte Ortles al Mare Adriatico. Due terzi di questo fronte era nel nord est del Friuli. Furono circa 5 milioni di italiani che combatterono questa guerra, definita di posizione, vivendo all'interno delle trincee in cui le condizioni di vita erano al limite della sopportazione fra cadaveri, topi e epidemie.
Nei luoghi delle battaglie sono stati conservati fortificazioni, cimiteri e trincee.
Il percorso del fronte segue pressapoco il fiume Isonzo terminando a Caporetto che si trova a pochi km dal confine italiano.
La rotta di Caporetto fu una grande disfatta: tutto il fronte orientale cominciò a indietreggiare fino a raggiungere il Piave.
Il re Vittorio Emanuele III depose il generale Luigi Cadorna e pose il generale Armando Diaz come comandante supremo dell'esercito Italiano.
Le truppe italiane vinte e moralmente distrutte opposero una tenace resistenza nei dintorni del Monte Grappa fra le rive del Brenta e del Piave.
L'esercito italiano dopo molteplici attacchi riuscì a vincere; invece l'esercito austro-ungarico cominciò la ritirata.
Prima guerra mondiale
By Alberto Masetti
Prima guerra mondiale
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